Biodiversità è Cilento: Flora, Fauna E Ora Slow Food

Come possiamo riconoscere la biodiversità? 

In Cilento clima, habitat e morfologia geografica trasformano ogni singolo elemento in una ricchezza che interessa la sfera umana. Perché il Cilento è così poliedrico di culture e tradizioni? 
La storia ci può aiutare a ricostruire un percorso profondamente umano legato ai territori campani, dove l’empatia con l’ambiente è diventato quel “segreto” che diversifica i prodotti cilentani fino al concetto globale di Dieta Mediterranea. 
Già l’uomo paleolitico aveva somatizzato la variegata natura del Cilento, associando alla caccia anche la preparazione e/o conservazione del cibo; è stata riaperta la Grotta della Cala a Marina di Camerota proprio quest’anno, dov’è presente un percorso storico-tematico.
La fitta spontaneità floristica presente nel Cilento, arrivando a contare circa 180 specie di piante locali, compone uno scenario paesaggistico che “incantava già gli antichi greci”.

Circondati dalla natura cilentana

Il Residence e B&B Villamirella valorizza i fiori di stagione così come le piante spontanee. Palinuro, poi, luogo originario ed esclusivo della Primula Palinuri, si presenta ricco nella vegetazione e caratterizzato da una vasta scelta di erbe e spezie. L’orto di Villamirella è, infatti, un omaggio ai profumi che riempie i piatti cilentani, sempre associati a delle spezie di stagione.

Il pesce azzurro che trova la sua massima espressione nelle alici di menaica, è il primo capitolo della tradizione che esprime la capacità dell’uomo di “adattare” la produttività del territorio alle sue esigenze culturali.

Le alici di menaica, anche presidio Slow Food, sono servite come nella tradizione nel ristorante “La Brigantessa” di Villamirella: se appena pescati vengono calati nell’olio bollente per essere gustati nel pieno del loro sapore di mare, il giorno successivo si possono riproporre a tavola con mentuccia selvatica e aceto (una sorta di scapece).

Andando oltre il promontorio costiero cilentano (in particolare di Palinuro, Marina di Camerota, Pisciotta, Pioppi, Castellabbate), sappiamo che la presenza greca è stata costituente per la risorsa agricola che il Cilento contiene.

Fiumi, ruscelli, zone montuose che si alternano alla pianura: un mondo selvaggio, quando i monaci basiliani cominciarono a dissodarlo avendo trovato un luogo insito di spiritualità. Mentre praticavano l’ascesi, percepivano di avere la grande possibilità di coniugare l’Ora con il Labora.

La tradizione dell’olio si organizza proprio con i monaci italo-greci: il terreno diventa una sorta di macchina produttiva, che sfamava gran parte della popolazione. I monaci avevano insegnato alla comunità che la verginità del territorio poteva essere uno strumento di rivalsa culturale ed economica.

Questo legame “personale”, quasi magico con la natura, rimane nell’agricoltura cilentana, entrando in una confidenza tale con il risultato finale da essere uno stile di vita: la Dieta Mediterranea è ciò che si raccoglie da un lungo dialogo del contadino con il suo pezzo di terra (diventando sostentamento in età medievale), e la straordinaria creatività della donna di trasformare i diversi prodotti in piatti completi, proteici e che allungano la vita.

L’uliveto di Villamirella rientra in questa storia secolare, che si fonda su tronchi solidi che raccontano gli anni trascorsi tra cambiamenti climatici e sviluppo nel campo dell’agricoltura; soprattutto la raccolta delle olive ha raggiunto livelli di perfezionamento producendo una certa quantità di olio locale.

Da una famiglia di briganti, da cui il nome del ristorante “La Brigantessa”, Mirella e Carmelo riescono a creare un rapporto autentico con il territorio attraverso la cura del cibo a Km zero.

Saperi e sapori

Nella conoscenza dei prodotti e dei segreti, si esprime la tradizione nei piatti che associa la cultura al cibo. Ogni combinazione di ingredienti nasce da una storia interpretata dalle diverse “mani” sul territorio, e Villamirella ne rappresenta una tappa significativa.

Circondato dal verde per donare all’ospite del residence la sensazione di mangiare all’aperto, il ristorante “La Brigantessa” si differenzia proponendo una cucina leggera sebbene saporita, che deriva da una lavorazione diretta: verdure e frutta che si raccolgono giorno per giorno, pesce appena pescato, carni allevate all’interno dei territori cilentani e dolci fatti a mano per trasformare la vacanza in un’esperienza concreta del modo di vivere del Cilento.

Dall’aquila reale al gracchio corallino, il falco pellegrino, il lanario e il corvo, la lepre italica e la coturnice sono in sintonia con gli ambienti variegati, accompagnati dalla presenza costante di greggi sulle rocciose montagne che circondano i paesi del Cilento. Questa molteplicità di presenza faunistica, la purezza delle acque e il clima favorevole sono i presupposti alla base del “viaggio” della tartaruga Caretta Caretta fino alle spiagge di Marina di Camerota, Palinuro e Ascea per depositare le sue uova.

Un “mondo” che va vissuto pienamente, dove la biodiversità si contempla tra mare e terra, diventando “il paesaggio Cilento” a tavola.